Questa mattina, con le mani che mi trema ho preso quell’envelope ingiallito dal tempo. Ho fatto un respiro profondo e l’ho aperto. E quello che ho letto, quello che ho letto cambierà tutto ciò che pensate su Carlo, sui santi, su Dio e sul futuro della Chiesa. Mi chiamo Antonia Acutis, sono la madre del beato Carlo Acutis e per 19 anni ho portato sulle spalle il peso di una promessa che non capivo fino al momento in cui ho letto ciò che era scritto su quel foglio. 19 anni.

Per 19 anni ho custodito un envelope sigillato che mio figlio Carlo mi consegnò tre giorni prima di morire. Per 19 anni ho guardato quel foglio piegato con la sua calligrafia, quella scrittura veloce, inclinata, piena di vita, resistendo alla tentazione di aprirlo, perché lui me lo aveva fatto promettere. mi teneva la mano disteso su quel letto d’ospedale, gli occhi scavati ma luminosi e mi disse: “Mamma, potrai aprire questa lettera solo il 12 ottobre 2025, esattamente 19 anni dopo la mia partenza, né prima né dopo.”

“Prometti?” Io promisi. E oggi? Oggi 12 ottobre 2025 ho aperto. Prima però voglio chiederti di iscriverti al canale perché questo aiuta questo messaggio ad arrivare a molte più persone che hanno bisogno di ascoltarlo. Se ti dicessi che Carlo negli ultimi giorni della sua vita, con la leucemia che distruggeva il corpo, ma con una mente più lucida che mai, ha scritto qualcosa che sapeva avrebbe avuto senso solo quasi 20 anni dopo, ci crederesti? Se ti dicessi che dentro quell’envelope non c’erano solo parole di addio, ma

istruzioni, profezie e una rivelazione sul piano di Dio che ha cambiato completamente la mia vita, quella di Andrea e quella di milioni di giovani nel mondo, smetteresti di guardare adesso? Perché ciò che sto per raccontarti non è la fantasia di una madre addolorata, è reale. È la lettera di mio figlio.

È la prova che Dio parla attraverso i santi, anche quando hanno solo 15 anni. Quella notte non avevo idea che Carlo stesse scrivendo la sua ultima lettera. Quella notte sapevo solo che stava morendo e che io non potevo fare nulla per impedirlo. Lascia che ti spieghi di nuovo chi ero io prima di tutto questo, perché la storia  di quella lettera ha senso solo se capisci chi ero io.

Sono nata nel 1964 in una famiglia cattolica di tradizione. Esimo, prima comunione cresima, tutto fatto come si deve. Ma Dio Dio era distante, [musica] era tradizione, non era presenza. Mi sono sposata con Andrea nel 1990. All’epoca vivevamo a Londra per il suo lavoro ed è [musica] lì che Carlo è nato il 3 maggio 1991. Quando tornammo in Italia a Milano, Carlo aveva pochi mesi e conducevamo una vita normale.

Lavoro, casa, scuola, fine settimana. Io lavoravo nel mondo dell’editoria, libri, contratti, [musica] pubblicazioni. La mia vita era frenetica, traffico, riunioni, scadenze. Dio restava per la domenica quando me ne ricordavo. Ma Carlo, Carlo era diverso fin da piccolissimo. A 7 anni, dopo la prima comunione cambiò.

Non fu una fase, fu una conversione. Cominciò ad andare a messa tutti i giorni. Tutti i giorni, fratello, sorella, da solo, se nessuno voleva accompagnarlo, recitava il rosario. [musica] Faceva adorazione eucaristica, si confessava ogni settimana e allo [musica] stesso tempo giocava ai videogiochi, montava video, [musica] programmava siti sui miracoli eucaristici.

Era allegro, scherzoso, pieno di amici, ma portava Dio dentro di sé in un modo che io non avevo mai visto. [musica] E questo questo mi disturbava perché se mio figlio di 10 anni viveva una fede così reale, [musica] cosa diceva questo di me? Alcuni bambini non hanno bisogno di anni per capire Dio, [musica] lo riconoscono. Punto. Ed è proprio in questo contesto [musica] io, madre tiepida, che cercavo di capire mio figlio santo, che arrivò la tempesta.

[musica] Settembre 2006. Carlo iniziò ad avere forti mal di testa [musica] continui. All’inizio pensai fosse stanchezza, vista, ma il dolore peggiorava. Fino al 3 [musica] ottobre, quando svenne a scuola, ricordo il telefono che squillava. Ero in [musica] ufficio, stavo rivedendo un contratto. La voce della preside tremante: “Signora Acutis, Carlo si è sentito male.

Deve venire a prenderlo.” Il mio cuore si fermò, corsi fuori, [musica] presi la macchina, guidai senza pensare. Quando arrivai era nell’infermeria, disteso, pallido, ma quando mi vide sorrise. “Va tutto bene, mamma, non preoccuparti”. Ma io lo sapevo, le madri lo sanno. Lo portai subito [musica] all’ospedale San Gerardo di Monza, esami, risonanza, analisi del sangue.

E il 5 ottobre [musica] il medico mi chiamò in una stanza da sola, si sedette, fece un [musica] respiro profondo e disse: “Signora Acutis, è leucemia. Leucemia mieloide acuta, tipo M3. [musica] In stadio avanzato, il pavimento scomparve sotto i miei piedi. [musica] “Quanto tempo?”, chiesi senza voce. Abbassò lo sguardo. Giorni, forse unasettimana, forse due.

Uscii da quella stanza, [musica] andai in bagno e crollai. Mio figlio, il mio unico figlio, 15 anni. Gridai, piansi, mi spezzai. Ed è lì, sul pavimento freddo di quel bagno che per la prima volta gridai davvero: “Dio, [musica] ti prego, non portarmi via mio figlio”. Ma non sapevo ancora. Non sapevo che Carlo aveva già consegnato tutto e che aveva un piano, un piano che includeva quella lettera.

Carlo fu ricoverato immediatamente, stanza 304, terzo piano. I medici iniziarono le cure, chemioterapia aggressiva, trasfusioni, farmaci pesanti, ma Carlo [musica] Carlo restava in pace, ringraziava gli infermieri, consolava i medici, [musica] pregava per gli altri pazienti e di notte, di notte scriveva. Io dormivo su quella poltrona scomoda accanto al suo letto, ma a volte mi svegliavo nel cuore della notte e lo vedevo.

[musica] Carlo seduto sul letto, appoggiato ai cuscini con un quaderno sulle ginocchia che scriveva. La prima volta gli chiesi figlio mio, cosa stai scrivendo? Mi guardò, sorrise e [musica] disse: “Lettere, lettere a chi?” “Accune persone e a te”. Il mio cuore si strinse a me? Sì, [musica] ma non potrai leggerle adesso.

Non capì, ma non insistetti. Sembrava così, così in pace, così sicuro di ciò che stava [musica] facendo e io volevo solo lasciarlo in pace. Era il 9 ottobre, tre giorni prima che partisse. Carlo [musica] era peggiorato molto. Febbre, infezioni, emorragie. Il suo corpo [musica] non rispondeva più, ma quella sera mi chiese di restare sola con lui.

Andrea era uscito per una questione di lavoro. Eravamo solo noi due. [musica] Carlo mi chiamò vicino al letto. Mamma, vieni qui. Mi avvicinai, mi sedetti sul bordo, infilò la mano sotto il cuscino e tirò fuori un envelope bianco [musica] sigillato. Il mio nome era scritto davanti con la sua calligrafia Antonia Salzano Acutis. Cos’è questo, figlio mio? È una lettera, ma potrai aprirla solo in una data precisa.

Il mio cuore accelerò quando mi guardò dritto negli [musica] occhi e disse: “Il 12 ottobre 2025”. Mi gelai. 2025? Ma è tra 19 anni, Carlo. Lo so. Perché devo aspettare così tanto? Mi strinse la mano con la forza che ancora gli restava. Perché quello che c’è scritto qui dentro avrà senso solo in quel giorno. Prima non capirai. Prometti che la aprirai solo allora.

Le lacrime scendevano sul mio volto. Figlio mio, prometto. Ma dimmi [musica] una cosa, perché 19 anni? Lui sorrise e disse qualcosa che non ho mai dimenticato, perché è il tempo che Dio ha bisogno per preparare tutto, per preparare [musica] te, per preparare il mondo, per preparare la Chiesa. E quando aprirai questa lettera, [musica] vedrai che la Madonna ha compiuto ogni parola che mi ha detto.

Io tremavo. Ti ha detto qualcosa riguardo a questa lettera? Sì, mi ha detto di scriverla. e mi ha detto cosa scrivere. Tutto ciò che è qui dentro viene da lei. [musica] In quella stanza d’ospedale io non tenevo tra le mani solo un envelope, tenevo [musica] una profezia. Ho custodito quella lettera sigillata, [musica] intatta.

E il 12 ottobre 2006 alle 6:45 del mattino Carlo è partito. Gli anni sono passati. processo di beatificazione, esumazione del [musica] corpo, incorruzione, beatificazione, miracoli, [musica] milioni di giovani che tornano all’Eucaristia. Tutto accadeva, [musica] tutto si compiva, ma la lettera la lettera [musica] restava custodita, chiusa in un cassetto, intatta.

Ogni tanto la guardavo, soprattutto negli anniversari della sua morte e la tentazione era forte. Solo uno sguardo, [musica] solo per sapere cosa ha scritto, ma ricordavo sempre la promessa e la mantenevo fino a quando finalmente finalmente arrivò [musica] il giorno. 12 ottobre 2025, 19 anni esatti. Mi svegliai prima che suonasse la sveglia.

5:30 del mattino era ancora [musica] buio, l’appartamento a Milano silenzioso. Andrea dormiva accanto a me, ma non riuscivo più a restare a letto perché quello era il giorno, il giorno che Carlo mi aveva chiesto di [musica] aspettare. Mi alzai piano, indossai l’accappatoio, andai in cucina, preparai [musica] il caffè, ma non riuscivo a bere.

La gola era chiusa, il cuore batteva forte. Mi sedetti al tavolo della cucina guardando fuori dalla finestra. La città iniziava a [musica] svegliarsi, le luci che si accendevano nei palazzi intorno e pensai: “Sono pronta”. [musica] 19 anni ad aspettare, 19 anni a immaginare, 19 anni [musica] a chiedermi cosa Carlo avesse scritto e ora, ora lo avrei saputo.

Mi alzai, andai in camera, aprì il cassetto del comò dove avevo sempre custodito la lettera. Era lì l’envelope bianco ingiallito dal tempo, il mio nome davanti, [musica] la calligrafia di Carlo. presi con entrambe le mani [musica] come se fosse qualcosa di sacro e tornai in cucina. Mi sedetti di nuovo, appoggiai l’envelope sul tavolo [musica] e rimasi a guardarlo.

Ci sono momenti in cui sai che nulla sarà più come prima. Feci un respiro profondo, feci il segno della croce e sussurrai: “Carlo, figliomio, aiutami, dammi forza!” E lo aprì. Dentro c’erano due fogli di carta scritti a mano con la calligrafia di Carlo. Li apri lentamente, le mani trema e iniziai a leggere. Mamma, se stai leggendo questo, oggi è il 12 ottobre 2025.

Sono passati 19 anni da quando sono partito [musica] e io lo so. Lo so che per te è stato difficile. So che hai pianto tanto. [musica] So che ci sono stati giorni in cui hai avuto voglia di mollare tutto, ma non l’hai fatto e questo [musica] fa già parte del piano. La Madonna mi ha detto di scriverti questa lettera [musica] tre giorni prima di partire.

mi ha detto che avresti avuto bisogno di queste parole proprio [musica] adesso, in questa data, in questo momento della tua vita e della vita del mondo. Allora ascolta, [musica] mamma, ascolta con il cuore aperto, perché quello che sto per dirti non [musica] è solo per te, è per milioni di persone che lo ascolteranno attraverso di te.

Mi fermai, [musica] alzai lo sguardo verso il soffitto, le lacrime scendevano. Carlo, cosa sapevi? Feci un respiro profondo e continuai: “Mamma, la Madonna mi ha mostrato il futuro, non tutto, ma abbastanza. [musica] E ho bisogno che tu sappia che ogni cosa accaduta in questi 19 anni, ogni tappa, ogni dolore, ogni vittoria faceva parte [musica] del suo piano.

Lei mi ha detto che uno, il mio corpo non si sarebbe decomposto e tu lo hai visto. Nel 2019, quando hanno fatto l’esumazione, tu hai visto. >> [musica] >> intatto perché Dio ha voluto usare il mio corpo come segno, come prova per una generazione che dubita di tutto. Due, sarei stato beatificato [musica] e lo sono stato nel 2020, nel mezzo di una pandemia che ha fermato il mondo.

Eppure milioni [musica] di giovani mi hanno conosciuto, perché Dio usa anche il caos per compiere i suoi piani. Tre. Giovani di tutto il mondo sarebbero tornati all’Eucaristia grazie alla mia storia. e sono tornati. [musica] Tu lo hai visto, mamma, hai viaggiato per il mondo. Hai visto le conversioni, le lacrime, le confessioni, le testimonianze, tutto questo.

[musica] La Madonna me lo aveva già detto, ma c’è una cosa che mi ha detto che non è ancora accaduta, ed [musica] è per questo che stai leggendo questa lettera solo adesso. Mi fermai di nuovo, il cuore batteva così forte che lo sentivo nelle orecchie. [musica] Cosa non è ancora accaduto? girò pagina e continuai a leggere.

Mamma, la Madonna [musica] mi ha detto che tra il 2025 e il 2027 accadrà qualcosa di molto grande nella Chiesa, qualcosa che scuoterà, che confonderà, che farà dubitare molti. Non mi ha detto esattamente cosa, ma mi ha detto che sarà un tempo di grande tribolazione spirituale, un tempo in cui molti abbandoneranno [musica] la fede, molti si allontaneranno dall’Eucaristia, molti diranno che la Chiesa ha fallito, [musica] ma mi ha detto di dirti non avere paura, [musica] mam, perché in mezzo a questa tempesta Dio farà sorgere una

generazione di giovani santi? Giovani che difenderanno l’Eucaristia, giovani che evangelizzeranno attraverso [musica] internet, i video, i social, giovani che non avranno paura di parlare di Gesù anche quando il mondo riderà di loro. E io, [musica] mamma, sarò in mezzo a questa battaglia dal cielo, [musica] intercedendo, proteggendo, guidando.

La Madonna mi ha detto che la mia canonizzazione avverrà nel momento esatto, né prima [musica] né dopo. Ma quando Dio avrà bisogno di dare un segno chiaro al mondo che la santità giovane è possibile ed è urgente e mi ha detto che tu, mamma avrai un ruolo in tutto questo, che dovrai [musica] testimoniare con ancora più forza, che dovrai essere coraggiosa, che ascolterai critiche, dubbi, ma che non potrai arrenderti.

Perché milioni di giovani devono ancora conoscermi e mi conosceranno attraverso di te. Crollai lì al tavolo della cucina da sola con quella lettera tra le mani. Piansi, singhiozzai, [musica] gridai piano per non svegliare Andrea. Carlo, come facevi a sapere tutto questo? >> [musica] >> E poi poi lessi l’ultima parte, la parte che cambiò tutto.

Mamma, [musica] ora devo chiederti una cosa. La Madonna mi ha detto di chiedertelo. Nei prossimi mesi riceverai inviti a parlare in luoghi molto grandi, forse anche in Vaticano, forse in eventi seguiti da milioni di persone. Non rifiutare, anche se ti sentirai piccola, [musica] anche se penserai di non essere degna.

Anche se avrai paura, vai, perché non sarai tu a parlare, [musica] sarà lo Spirito Santo attraverso di te. E una cosa molto importante, mamma, devi raccontare [musica] di questa lettera. Devi dire che l’ho scritta 19 anni prima, che la Madonna mi ha detto cosa sarebbe accaduto, [musica] che tutto si è compiuto.

Perché quando le persone ascolteranno [musica] questo, quando vedranno che Dio davvero parla, pianifica, agisce, molti torneranno, molti crederanno di nuovo. E per finire, diì al mondo che io non sono speciale, ero un ragazzo normale, giocavo ai videogiochi, usavo internet, avevo amici, ridevo, scherzavo.

L’unicadifferenza? Ho scelto di dire sì, sia all’Eucaristia quotidiana, sia alla confessione settimanale, [musica] sia alla Madonna, sia all’offerta della mia sofferenza. Chiunque può farlo, [musica] ogni giovane, ogni persona. La santità non è per persone perfette, [musica] è per chi sceglie di provarci. Ti voglio bene, mamma, più di quanto le parole possano dire.

[musica] Io sono qui, lo sono sempre stato e lo sarò sempre [musica] fino al giorno in cui ci rivedremo. Tuo figlio Carlo Acutis PS, recita oggi un rosario per me e poi esci [musica] e racconta questa storia. Il mondo ha bisogno di ascoltarla. Non riuscivo più a leggere, [musica] le lacrime mi offuscavano la vista.

Strinsi quella lettera al petto e piansi. piansi di dolore, piansi di nostalgia, ma piansi anche di gioia, perché Carlo aveva ragione su tutto. Alcune lettere non portano risposte, portano missioni. E in quel momento seduta in cucina con il sole che iniziava a sorgere fuori dalla finestra, capi capi perché mi aveva chiesto di aspettare [musica] 19 anni.

Perché se avessi letto quella lettera nel 2006 non avrei capito, [musica] non avrei visto la beatificazione, l’esumazione, il corpo incorrotto, le conversioni, i miracoli. [musica] Non avrei avuto le prove, ma ora, ora le avevo e ora, ora dovevo fare ciò che mi aveva chiesto, raccontare, testimoniare, non avere paura. Quella mattina io ancora non lo sapevo, ma ciò che Carlo aveva scritto in quella [musica] lettera stava per compiersi in un modo che nemmeno io avrei potuto immaginare, perché due settimane [musica] dopo aver aperto quell’envelope

accadde qualcosa, qualcosa che confermò ogni sua parola. Quando Andrea si svegliò, erano già quasi le 8:00 del mattino. Entrò in cucina, vide la lettera aperta sul tavolo, vide il mio volto gonfio per quanto avevo pianto. E si fermò. Antonia, l’hai aperta? [musica] Annuìi con la testa. Non riuscivo a parlare.

Si avvicinò, si sedette accanto a me, [musica] prese la lettera e iniziò a leggere. Io vidi i suoi occhi scorrere ogni riga, ogni parola, ogni profezia. Vidi il suo volto cambiare, impallidire, [musica] tendersi e poi bagnarsi. Andrea iniziò a piangere. [musica] Lui, che era sempre stato più razionale, più chiuso, più scettico, crollò.

Mio Dio, Antonia, lui sapeva, sapeva tutto. Mi guardò. [musica] Come può un ragazzo di 15 anni che muore di leucemia sapere cosa sarebbe accaduto 19 anni dopo? Gli presi la mano [musica] perché la Madonna glielo ha detto Andrea e lui ha creduto e ha scritto. [musica] Andrea abbassò il capo e sussurrò: “Ho ancora dubbi su tante cose nella fede, Antonia, [musica] ma su Carlo, su nostro figlio non ne ho più nessuno.

Era santo, è santo. Ci sono conversioni che non nascono da argomentazioni, nascono dalle prove. [musica] Quello stesso giorno, ancora seduti in cucina, io e Andrea parlammo. “Racconterai [musica] di questa lettera?”, mi chiese. “Non lo so, ho paura”. Paura di cosa? [musica] Che pensino che me la stia inventando, che dicano che è la fantasia di una madre? [musica] Che mettano in dubbio l’autenticità? Andrea fece un respiro profondo.

Antonia, quella lettera ha la sua calligrafia, ha [musica] la data. Ci sono testimoni che nel 2006 te l’ha consegnata e soprattutto ci sono i [musica] fatti. Tutto ciò che ha scritto sul passato si è compiuto. Tutto indicò la lettera. E se anche ciò che ha scritto [musica] sul futuro dovesse compiersi? Se davvero nei prossimi anni accadesse qualcosa di grande nella chiesa, le persone dovranno sapere che Dio ha [musica] avvertito attraverso nostro figlio.

Sapevo che aveva [musica] ragione, ma nonostante questo la paura era ancora lì. E se non riuscissi a parlare? E se mi bloccassi? E se Andrea mi interruppe, non sarai sola. [musica] Carlo lo ha scritto, non sei tu che parlerai, [musica] è lo Spirito Santo attraverso di te. Mi prese il volto tra le mani.

Abbi fiducia, come hai sempre chiesto a me di avere fiducia. E in quel momento decisi, avrei raccontato tutto. Passarono due settimane, non avevo ancora parlato pubblicamente della lettera, solo poche persone lo sapevano. [musica] Don Gianfranco che aveva sempre seguito la nostra famiglia e alcuni amici intimi, [musica] ma io pregavo, chiedevo luce, chiedevo coraggio.

E poi [musica] il 28 ottobre 2025 il telefono squillò. Era un numero che non conoscevo, ma risposi: “Pronto, signora [musica] Acutis? Sono monsignor Marcello dal Vaticano, segreteria per la comunicazione. [musica] Il cuore mi balzò nel petto. Sì, buongiorno, signora Cutis. Stiamo organizzando un grande evento in Vaticano per il prossimo mese, un incontro mondiale dei giovani con trasmissione in diretta in oltre 150 paesi e vorremmo molto che lei partecipasse per parlare di Carlo, della [musica] sua fede, del suo impatto sui giovani. Gelai,

[musica] io non so se sappiamo che è un invito importante, ma lei ha un messaggio che milioni di giovani hanno bisogno [musica] di ascoltare e il Santo Padre desidererebbe molto la suapresenza. [musica] Rimasi in silenzio e allora ricordai: “Nei prossimi mesi riceverai inviti a parlare in luoghi grandi, molto grandi, [musica] forse persino in Vaticano.

” Carlo lo aveva scritto 19 anni prima. Signora Acutis, è ancora in linea? Feci un respiro profondo. Sì, sì, accetto. Nel settimane successive qualcosa di strano iniziò ad accadere. Notizie cominciarono a emergere nella chiesa. Notizie disturbanti, [musica] scandali, divisioni interne, documenti trapelati, crisi di leadership.

Le vedevo sui giornali, le sentivo alla radio, le leggevo sui social, [musica] la confusione si stava diffondendo e allora allora ricordai. [musica] Tra il 2025 e il 2027 accadrà qualcosa di molto grande nella [musica] chiesa, qualcosa che scuoterà, che confonderà. Chiamai don Gianfranco. Padre, sta vedendo cosa sta succedendo? sospirò dall’altra parte [musica] del telefono.

Sì, Antonia, e sono preoccupato. Molti fedeli [musica] sono confusi, molti si stanno allontanando. Padre Carlo ne aveva scritto 19 [musica] anni fa: “Silenzio”. Cosa intendi dire? Ha lasciato una lettera da aprire solo ora e ha profetizzato che tutto questo sarebbe accaduto. Antonia, ne sei certa? Assolutamente.

Ha scritto che ci sarebbe stata [musica] una tribolazione spirituale, ma che non dovevamo avere paura, perché Dio avrebbe fatto sorgere giovani santi in mezzo a tutto questo. Don Gianfranco rimase in silenzio per qualche istante, poi disse: “Allora devi raccontarlo adesso, perché le persone sono disperate, devono sapere che Dio non ha abbandonato la Chiesa, che tutto questo fa parte di un disegno più grande.

” [musica] La tempesta non coglie Dio di sorpresa. Lui lo sapeva già e aveva già preparato gli strumenti. Arrivò novembre. Ero nervosa, [musica] ansiosa, spaventata. L’evento sarebbe stato il 15 novembre. Una settimana prima partimmo per Roma, io e Andrea. [musica] Alloggiavamo in un hotel vicino al Vaticano e ogni giorno andavo nella basilica di San Pietro, mi sedevo su una panca, guardavo l’altare e pregavo.

Gesù, io non so fare questo, non so parlare alle folle, non so essere eloquente, ma Carlo ha detto che parlerai tu attraverso di me e allora mi fido. Usa la mia bocca, usa la mia voce. Usa [musica] la mia storia. La notte prima dell’evento non riuscìi a dormire. Rimasi sveglia rileggendo più volte la lettera di Carlo e poi verso le 3:00 del mattino lo sentì quel profumo [musica] profumo di rose forte, inconfondibile.

Guardai intorno nella stanza, non c’erano fiori, nessuno, ma il profumo era lì [musica] e io capì. La Madonna era lì a consolarmi, a darmi [musica] forza. “Grazie”, sussurrai. “grazie per aver avuto cura di lui e per aver cura di me e finalmente [musica] riusci a dormire. Il 15 novembre mi svegliai presto, [musica] indossai un abito semplice, azzurro, il colore della Madonna”.

Andrea era accanto a me a sostenermi. “Andrà benissimo”, disse sorridendo. [musica] Arrivammo in Vaticano alle 9. L’evento sarebbe iniziato alle 10:00, ma prima accadde qualcosa che non dimenticherò mai. Fui accompagnata in una stanza privata, piccola, semplice. E poi la porta si aprì ed entrò il Santo Padre, [musica] il Papa.

Mi inginocchiai subito, baciai l’anello, ma lui mi sollevò, mi prese le mani e sorrise. Antonia, conosco la tua storia, conosco la storia di Carlo e voglio che tu sappia una cosa. Tuo figlio [musica] sta intercedendo per questa chiesa ora più che mai. Le lacrime [musica] scesero. Santo Padre, ho paura di non sapere parlare.

Mi strinse le mani. Non devi saper [musica] parlare, devi solo raccontare la verità e la verità è potente, molto più di qualsiasi eloquenza. Fece una pausa, poi disse: “Ho sentito parlare della lettera”. Mi gelai. Sì, santo padre, è vero. [musica] Carlo ha lasciato una lettera da aprire 19 anni dopo e ha profetizzato.

Ha profetizzato ciò che sta accadendo ora. [musica] Il Papa chiuse gli occhi, fece un respiro profondo e disse: “Allora racconta, raccontalo al mondo perché hanno bisogno di sapere che Dio è al controllo, [musica] lo è sempre stato e lo sarà sempre”. Mi benedisse e [musica] uscì e in quel momento seppi che non ero sola.

Alle 10 in punto salì sul palco, un palco immenso, piazza San Pietro gremita, maxi schermi giganteschi, telecamere ovunque, milioni di persone collegate in diretta da tutto il mondo. Guardai la folla e il cuore quasi si fermò, ma poi poi vidi in mezzo alla folla un gruppo di giovani con una bandiera e sulla bandiera la foto di Carlo.

Piangevano, sorridevano, [musica] mi salutavano con la mano e in quell’istante lo capi. Era per loro, per quei giovani, [musica] per tutti i giovani del mondo. Feci un respiro profondo, [musica] mi avvicinai al microfono e iniziai. Mi chiamo Antonia Acutis, sono la madre del beato Carlo Acutis [musica] e oggi oggi sono qui per raccontare qualcosa che ho custodito per 19 anni e raccontai [musica] tutto.

La lettera, la promessa, l’attesa, le profezie, il loro compimento.raccontai del corpo incorrotto, della beatificazione, [musica] delle conversioni e raccontai della profezia che si stava compiendo proprio in quel momento. Carlo ha scritto che ci sarebbe stata una tribolazione, ma che non dovevamo avere paura [musica] perché Dio avrebbe fatto sorgere una generazione di giovani santi.

Giovani che non avrebbero abbandonato l’Eucaristia, giovani che avrebbero difeso la fede anche quando il mondo avesse dubitato. Guardai quei giovani con la bandiera e voi, voi siete quella generazione. Carlo ha creduto in voi ancora prima che nasceste. La Madonna [musica] crede in voi e Dio, Dio vi sta chiamando.

La piazza [musica] esplose. Applausi, grida, lacrime. Vidi persone in [musica] ginocchio, persone che piangevano, persone con le mani alzate verso il cielo. E in quel momento capi capi perché Carlo mi aveva chiesto di aspettare, [musica] perché se avessi raccontato tutto prima il mondo non sarebbe stato pronto.

Ma adesso, adesso sì. Dopo l’evento il mio telefono impazzì. messaggi, email, commenti, testimonianze, [musica] giovani da tutto il mondo che dicevano “Stavo per lasciare la chiesa, ma dopo aver ascoltato questo sono tornato. Non credevo più in nulla, ma quella lettera non può essere una coincidenza. Tornerò a confessarmi.

Tornerò all’Eucaristia”. [musica] E poi poi iniziarono ad arrivare i racconti dei miracoli, guarigioni, conversioni improvvise, liberazioni da dipendenze, tutto attribuito all’intercessione di Carlo. Don Gianfranco mi chiamò. Antonia, hai visto le notizie? [musica] Quali? Diverse diocesi stanno registrando un aumento record delle confessioni, soprattutto tra i giovani.

Dopo la tua testimonianza crollai. Padre è la promessa, è la [musica] lettera, è Carlo che intercede. Sì, e qualcosa mi dice che questo è solo l’inizio. [musica] Ma ciò che ancora non sapevo è che Dio stava preparando qualcosa di ancora più grande. Perché tre mesi dopo quell’evento, [musica] nel febbraio 2026, accadde qualcosa, qualcosa che nessuno si aspettava [musica] e che confermò una volta per tutte che Carlo non stava solo intercedendo, stava guidando una rivoluzione.

[musica] Era un freddo pomeriggio di febbraio. Ero a casa a Milano a rispondere alle email di persone che avevano assistito [musica] alla testimonianza. Centinaia di messaggi. Tutti chiedevano preghiera. Intercessione, speranza. Quando il telefono [musica] squillò, numero del Vaticano, il cuore mi accelerò. Pronto, signora Acutis? Sono di nuovo monsignor Marcelo. Buongiorno, monsignore.

Mio figlio mi chiese di aprire una lettera 19 anni dopo la sua morte… ciò  che lessi cambiò tutto - YouTube

Fece una pausa, poi disse con la voce che tremava per l’emozione, signora Cutis, ho una notizia. Una notizia che cambierà tutto. Mi sedetti. Cosaè successo? Un secondo miracolo è stato riconosciuto ufficialmente dalla Commissione Medica e Teologica del Vaticano. Non riuscivo a respirare. Un secondo miracolo. Sì.

Una giovane di 21 [musica] anni in Costa Rica. In coma profondo dopo un incidente stradale, i medici avevano dichiarato la [musica] morte cerebrale. Nessuna possibilità di recupero. La famiglia ha iniziato a pregare chiedendo l’intercessione di Carlo e tre giorni dopo si è svegliata, completamente [musica] guarita, senza alcuna conseguenza.

I medici non hanno spiegazioni. Le lacrime [musica] scesero. Collai in mezzo al soggiorno, in ginocchio, piangendo. Grazie Gesù, grazie [musica] Maria, grazie. Nei mesi successivi la notizia si diffuse ovunque. Nel novembre 2025 decisi di fare qualcosa su cui pregavo da mesi. Decisi di rendere pubblica la lettera. Scansionai i due fogli.

la calligrafia di Carlo, le sue parole, le profezie e le pubblicai sui social [musica] con una frase semplice: “Questa lettera è stata scritta da Carlo il 9 ottobre 2006, tre giorni prima della sua partenza. [musica] Mi chiese di aprirla solo il 12 ottobre 2025, 19 anni dopo, e tutto ciò che ha scritto si sta compiendo.

” La reazione fu immediata. milioni di condivisioni, [musica] centinaia di migliaia di commenti. Alcuni dicevano “È reale, solo Dio poteva farlo.” Altri, “Come poteva un ragazzo di 15 anni sapere tutto questo?” E qualcuno ovviamente dubitava: “È una montatura. Se l’è inventata. [musica] Ma la maggioranza?” La maggioranza credeva perché le prove erano lì.

il corpo incorrotto, la beatificazione, i miracoli, le conversioni [musica] e soprattutto la tribolazione che stava avvenendo esattamente come Carlo aveva descritto. E poi [musica] accadde qualcosa di completamente inatteso. Gruppi di giovani iniziarono a formarsi spontaneamente senza strutture [musica] ufficiali, senza campagne istituzionali, gruppi di preghiera, [musica] di adorazione eucaristica, di studio della Bibbia, guidati da giovani, per giovani, si riunivano nelle case, [musica] nelle cappelle, nelle università, alcuni

perfino nelle piazze e tutti avevano una cosa in comune, Carlo. [musica] portavano le sue foto, pregavano chiedendo la sua intercessione, indossavano magliette con la sua frase: “L’Earistia è la mia autostrada verso ilcielo”. Iniziai a ricevere [musica] video. Giovani in Polonia in ginocchio davanti al Santissimo, in lacrime, giovani in Brasile in adorazione notturna che cantavano.

Giovani negli Stati Uniti, in Spagna, nelle Filippine, in India. Tutti dicevano la stessa cosa. Carlo mi [musica] ha riportato indietro. Avevo lasciato la fede, ma lui mi ha trovato. Non credevo più a nulla, [musica] ma ora so che Dio è reale. Una sera don Gianfranco mi chiamò commosso. Antonia, hai visto i dati? Quali? Il Vaticano li ha pubblicati.

Da novembre scorso [musica] c’è stato un aumento del 340% delle confessioni tra i giovani dai 15 [musica] ai 25 anni in Europa e del 280% in America Latina. Iniziai a piangere. È la promessa, padre, è la lettera. È Carlo [musica] che compie ciò che la Madonna aveva detto. Sì.

E guarda, questo non è frutto umano, questo è un pentecoste moderno. Quando Dio decide di muovere, nessuna strategia umana può competere. Fratello, sorella, se mi stai ascoltando adesso, [musica] devo dirti una cosa. Carlo non ha scritto quelle lettere solo per me, le ha scritte [musica] per te. Per te che sei lontano dalla chiesa, per te che hai vergogna di tornare, [musica] per te che pensi di aver peccato troppo, di essere caduto troppe volte, di non avere più rimedio.

Ce l’hai? Carlo ci credeva, la Madonna ci crede e Dio [musica] Dio ti sta aspettando. Non importa da quanto tempo ti sei allontanato, non importa cosa hai fatto, non importa quante volte hai provato e fallito, [musica] la porta è ancora aperta. E sai perché lo so? Perché io l’ho vissuto. Ero una cattolica di facciata, andavo a messa per dovere, pregavo senza sentire nulla.

Ma mio figlio, mio figlio mi ha insegnato che la fede non è un sentimento, [musica] la fede è una scelta. La scelta di alzarsi e andare a messa anche senza voglia. [musica] La scelta di inginocchiarsi davanti al Santissimo anche senza sentire nulla. La scelta di pregare anche con la mente piena di distrazioni.

E sai cosa succede quando scegli? Dio risponde, [musica] forse non nel tempo che vuoi, forse non nel modo che immagini, ma lui risponde sempre: “Per questo oggi ti faccio lo stesso invito che feci quel giorno in Vaticano. Torna! Torna all’Eucaristia, torna alla confessione, torna alla Madonna. Non devi essere perfetto, non devi avere tutte le [musica] risposte, devi solo fare il primo passo.

Entra in una [musica] chiesa, siediti su una panca e parla con Gesù. Può essere con rabbia, con dubbio, con paura, ma parla. E se non sai cosa dire di questo, Gesù, non so se tu sei lì, [musica] ma se ci sei, aiutami, mostrati, fammi sentire e aspetta, perché lui risponderà. [musica] E quando risponderà tutto cambierà.

La tua vita, la tua famiglia, [musica] il tuo futuro, tutto. Se questa storia ti ha toccato, se qualcosa dentro il tuo cuore si [musica] è mosso mentre ascoltavi, condividila. Mandala a quell’amico che è lontano da Dio, perché questa storia non è solo mia, [musica] non è solo di Carlo, è di tutti noi.

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Io leggo tutto e prego per ciascuno [musica] e anche Carlo, perché questa è la sua promessa, intercedere per chi crede. Oggi, mentre ti parlo, [musica] sono già passati alcuni mesi dalla canonizzazione e questa settimana ho fatto una cosa che non facevo da molto tempo. Sono tornata all’ospedale San Gerardo a Monza.

Ho chiesto di salire al terzo piano, [musica] alla stanza 304, la stessa stanza dove Carlo ha vissuto i suoi ultimi giorni. Sono entrata. [musica] La stanza era vuota, ristrutturata, diversa, ma la finestra la finestra era la stessa. Ho guardato fuori il cortile, gli alberi e ho ricordato Ho ricordato il giorno in cui Carlo mi consegnò quella lettera.

Ho ricordato lui che mi diceva: “Capirai solo quando la aprirai” e aveva ragione. Quel giorno non capivo nulla, [musica] ma oggi, oggi capisco tutto. Dio non spreca il dolore, lo trasforma. Ha trasformato il dolore di perdere mio figlio [musica] nella gioia di vedere milioni di giovani tornare a lui. Ha trasformato quel letto d’ospedale in un altare di santità.

[musica] ha trasformato quella lettera sigillata in una profezia compiuta. Tutto è iniziato in quella stanza [musica] e oggi continua qui tra me e te attraverso questo schermo. E se questo canale è stato una risposta per te, [musica] valuta la possibilità di lasciare un super thanks. Questo sostegno, anche se piccolo, aiuta a mantenere viva questa missione e ci permette di continuare a portare messaggi profondi e trasformanti a tante [musica] altre vite che ne hanno bisogno.

San Carlo Acutis, prega per noi. Santa Maria, intercedi che Dio ti benedica, che ti trasformi inluce lì dove sei e che tu non dimentichi mai, ma mai Dio non ha rinunciato a te, Carlo non ha rinunciato a te, Maria non ha rinunciato a te e l’Eucaristia l’Eucaristia ti aspetta ogni giorno. Vai, torna, perché è lì che tutto trova [musica] senso.

L’Eucaristia è la mia autostrada verso il cielo, San Carlo Acutis [musica] e può diventare anche la tua. Vai in pace e torna a casa. >> [musica] >> M.