Anna Oxa non è mai stata solo una cantante. Per l’Italia è stata un’entità, un enigma, un’alchimista capace di trasformare la voce e l’immagine con una rapidità disarmante. Bionda, bruna, rasata, androgina, mistica: abbiamo sempre pensato che queste metamorfosi fossero il frutto di un estro artistico incontenibile. Oggi, però, quella narrazione si sgretola per lasciare spazio a una verità molto più cruda e dolorosa.
Dopo quattro matrimoni finiti male e un lungo periodo di silenzio che ha alimentato le più disparate speculazioni, Anna ha deciso di parlare. E non lo ha fatto per cercare commiserazione, ma per riprendersi l’unica cosa che, paradossalmente, le era stata tolta proprio mentre il mondo la applaudiva: se stessa.
L’Illusione dell’Amore e le Prime Cicatrici Nata a Bari, figlia di un quartiere popolare e di un’identità mista italo-albanese, Anna ha sempre usato la voce come un urlo di esistenza. Ma l’amore, fin da subito, si è presentato a lei con un conto salato da pagare. Il primo matrimonio, nel 1983, con Gianni, un tecnico del suono, sembrava la promessa di una normalità agognata. Ma quella normalità si rivelò presto una prigione per un’anima che aveva bisogno di bruciare. “Non riesco a vivere in una gabbia”, disse lei lasciandolo. Fu una separazione civile, ma fu il primo campanello d’allarme: la sua libertà artistica era un ostacolo per la pace domestica.

La Discesa nell’Ossessione Se il primo amore fu una gabbia, il secondo fu un incendio. L’incontro con Marco nel 1988, nel pieno del successo sanremese, segnò l’inizio di una passione viscerale ma tossica. Anna racconta di un rapporto fatto di gelosie ossessive, dove il controllo era la valuta di scambio. “Controllava ogni mio passo, ogni mio vestito”, ha confessato la cantante.
L’episodio più agghiacciante svelato da Anna riguarda un festival, dove fu chiusa a chiave in camerino fino a quando non giurò di “cantare solo per lui”. Quando quella relazione implose, Anna si rasò i capelli a zero. Il pubblico gridò allo scandalo, vedendo in quel gesto la follia di una diva; oggi sappiamo che era l’urlo di una sopravvissuta che cercava di ripulirsi da un amore che l’aveva sporcata dentro.
Il Potere e la Giovinezza: Altre Due Illusioni Nemmeno il matrimonio con Begget Pacolli, potente imprenditore kosovaro, portò la pace sperata. Quello che i giornali dipingevano come una favola tra jet privati e ville, per Anna era un isolamento dorato. “Non si può vivere con un uomo che non sa cosa significhi tremare per amore”, disse lei, chiudendo un capitolo fatto di apparenza e solitudine.
L’ultimo tentativo, con Davide, un medico di vent’anni più giovane, fu l’illusione della rinascita. Ma anche lì, l’uomo non voleva Anna, voleva l’idea di Anna. Voleva la musa, ma pretendeva la moglie tradizionale. Quando lei espresse il desiderio di tornare in tour, la risposta gelida di lui (“Io non ti basto?”) sancì la fine dell’ennesima illusione.
“Non Sono Mai Stata Libera”: La Confessione Shock Il cuore di questa rivelazione è un’intervista-monologo che ha lasciato l’Italia senza fiato. Seduta su una sedia di legno, senza trucco, Anna ha ammesso: “Per anni ho vissuto sotto l’illusione che l’amore potesse salvarmi. Invece, ogni volta che ho amato, mi sono persa. I miei cambi di look non erano capricci artistici, erano l’unico modo per sopravvivere ai miei uomini”.

Questa frase risuona come una condanna verso un sistema relazionale patriarcale che ha spesso soffocato le donne di successo. Anna ammette di aver accettato compromessi inaccettabili, annullandosi per compiacere partner che la volevano “o loro, o di tutti”.
La Rinascita: “Io Sono” Ma la storia di Anna Oxa non finisce con il ruolo della vittima. Dopo il dolore, è arrivata la ricostruzione. Lontana dai riflettori, Anna ha intrapreso un viaggio spirituale e artistico che l’ha portata a produrre Io Sono, un album registrato in casa, senza autotune, crudo e vero.
Ha rifiutato i grandi tour per esibirsi in “Concerti per un’anima”: eventi segreti per 10-20 persone in luoghi simbolici come fari o monasteri. Niente biglietti, niente pubblicità. Solo voce e anima. “Cantare è un atto sacro, non può più essere rumore”, ha dichiarato.

E non si è fermata alla musica. La sua Fondazione Oxa Liberata a Tirana oggi accoglie donne vittime di abusi, offrendo loro non solo aiuto legale ma un rifugio per l’anima. Lì, Anna non è la star. Cucina, ascolta, condivide il tè. Quando una giovane madre le ha chiesto perché una donna famosa fosse lì con loro, Anna ha risposto con una semplicità disarmante: “Perché sono stata anche io come te, solo che nessuno ci credeva”.
Oggi Anna Oxa cammina scalza, non più sulle spine, ma sulla sabbia dei suoi giorni. Forse non la vedremo più inseguire le classifiche o i premi, che ora rifiuta categoricamente. Ma abbiamo guadagnato qualcosa di molto più prezioso: la verità di una donna che ha smesso di recitare per iniziare, finalmente, a vivere.
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